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Cibi scaduti: uno spreco inevitabile oppure è possibile salvarne alcuni?

Scadenza cibiSecondo recenti indagini, il 20% della nostra spesa finisce direttamente dallo scaffale del supermercato al sacco della spazzatura. Questo accade perché compriamo troppi prodotti che non riusciamo a consumare prima della scadenza e siamo quindi costretti a buttarli senza nemmeno sapere che sapore abbiano.

Ma siamo davvero sicuri che tutti questi cibi siano da buttare? Vediamo di scoprire insieme alcuni trucchi che ci permetteranno forse di risparmiare qualche spreco (e dunque qualche soldo!).

Innanzitutto, l’Unione Europea impone una distinzione netta fra ciò che è “da consumare entro il” e ciò che bisogna “consumare preferibilmente entro”. Il “da consumare entro il” si applica per tutti gli alimenti freschi ad alta deperibilità, dunque indica un limite che in linea di massima va rispettato piuttosto rigorosamente.

Il “consumare preferibilmente entro”, invece, indica semplicemente il fatto che un prodotto, dopo quella data, non diventa pericoloso per la salute ma perde alcune caratteristiche organolettiche, relative quindi al gusto, e alcune delle proprietà benefiche delle sostanze nutritive.
Una bella differenza!

Vediamo ora insieme una lista di alcuni alimenti che è possibile consumare dopo la scadenza indicata sulla confezione d’acquisto.
Yogurt: lo yogurt, incredibile ma vero, può essere consumato fino a circa una settimana dopo la data di scadenza. Perderà molti dei fermenti lattici, ma il gusto rimarrà pressoché invariato.

Olio: a patto che venga conservato in luoghi freschi e asciutti, può essere consumato fino a sei-sette mesi dopo la data di scadenza. Potrebbe però perdere alcune proprietà organolettiche.

Pasta: come l’olio, una conservazione adeguata può consentire di consumare la pasta fino a sei-otto mesi dopo la data di scadenza.

Uova: se preparate crude o alla coque devono essere consumate al massimo tre giorni dopo la data di scadenza. Se fritte, si può arrivare fino a una settimana. Se non siete del tutto sicuri usate il rimedio della nonna: buttatele in acqua e se affondano sono ancora buone, ma se invece galleggiano, dritte nella spazzatura…

Sughi e conserve: il consumo entro 60 giorni dalla data di scadenza non crea alcun problema, purché siano conservate in luoghi freschi e asciutti, dunque in frigorifero. Se avete dubbi, basta una piccola verifica su colore, odore e sapore.

Latte: è consigliabile consumarlo entro la scadenza, ma un ritardo di un paio di giorni non dovrebbe creare problemi. Secondo alcuni, è sempre buono finché non diventa grumoso e cambia odore. Ma forse è meglio non spingersi fino a quel punto…

Formaggi a pasta dura: dopo la scadenza potrebbero formare muffa in alcuni punti, ma basterà rimuovere la parte interessata per poterne consumare ancora. Se però la muffa è un po’ ovunque, meglio comprarne un altro!

RaT

 

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