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Iniziata la vendemmia nel nord Italia, l’Emilia Romagna segue a ruota.

Vendemmia 2017Con il distacco del primo grappolo di uva nell’azienda agricola Faccoli, nella provincia di Brescia in Franciacorta, si inaugura l’inizio della raccolta. Si parte con la vendemmia delle uve Chardonnay per la produzione di spumanti.

Una vendemmia anticipata

Come era stato ampiamente previsto la vendemmia è iniziata con circa dieci giorni di anticipo rispetto allo scorso anno e si classifica come la più precoce dell’ultimo decennio.

La situazione in Emilia-Romagna

L’Emilia-Romagna non fa eccezione. Si inizierà intorno al 7 di agosto con le uve bianche per le basi di spumante (Chardonnay, Sauvignon Blanc e Pinot). Seguono l’Ortrugo, la Malvasia e il Pignoletto, quindi l’Albana e il Trebbiano in Romagna.

A fine mese si procederà con i vini rossi (Lambrusco, Merlot, Gutturnio e infine Sangiovese e Cabernet). “Preoccupano le prime stime dei produttori che – osserva il presidente regionale di Confagricoltura – prevedono un calo di produzione anche del 20-30% per i bianchi e del 10-15% per i rossi, accompagnata da una bassa resa in cantina, nonostante ci si aspetti comunque un elevato standard qualitativo delle uve”.

La produzione in Italia

Considerando l’Italia nel suo complesso, la produzione si prevede in calo tra il 10 e il 15% rispetto alla produzione di 51,6 milioni di ettolitri dello scorso anno.

Dal punto di vista quantitativo il belpaese conquisterà anche quest’anno il primato produttivo rispetto alla Francia dove le stime per il 2017 danno una produzione in forte calo sul 2016, per un totale stimato attualmente tra i 36-37 milioni di ettolitri a causa delle gelate tardive. Non va meglio neanche in Spagna dove a ridurre la produzione oltre ad alcune zone colpite dalle gelate tardive è la siccità che sta mettendo a dura prova i viticoltori.

Con l’inizio della vendemmia, l’Italia festeggia anche il record storico delle esportazioni di vino Made in Italy, che fanno registrare un aumento del 4,7% rispetto allo scorso anno, attestandosi quale prima voce dell’export agroalimentare.

RaT

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