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È boom nel consumo di gelato artigianale, ma è meglio non sostituirlo ad un pasto

Coppa di gelato artigianaleIl consumo di gelato

Complice il caldo di Caronte, difficile da sopportare in città come al mare, la crescita nei consumi del gelato artigianale si avvicina alla doppia cifra (10% circa). Questo è quanto emerge dall’Osservatorio Sigep di Rimini, il salone internazionale del dolciario artigianale, la cui prossima edizione è in programma dal 20 al 24 gennaio 2018.

Il dato farebbe pensare che sono in molti ad aver sostituito uno dei pasti principali con una fresca e voluttuosa coppa di gelato artigianale, una tentazione a cui pochi sanno resistere.

La domanda sorge allora spontanea, è un comportamento corretto per il nostro benessere?

Un pasto equilibrato

Come molti sapranno, un pasto equilibrato, secondo i princìpi della dieta mediterranea, deve apportare molteplici nutrienti nelle giuste proporzioni: un ruolo di primo piano spetta ai carboidrati complessi, accompagnati a braccetto da proteine e grassi, seguiti a ruota da fibre, vitamine e sali minerali.

Considerando una dieta standard da 2000 kcal, un pranzo bilanciato dovrebbe apportare circa 620 kcal, suddivise tra carboidrati, proteine, verdura, frutta fresca e grassi “buoni”.

Una coppetta di gelato non è certo sufficiente a sostituire un pasto, quindi è molto probabile che chi mangia solo quella si conceda una coppa grande o, ancora meglio, una vaschetta piccola, tipo quelle da 350 g.

Sostituire un pasto con il gelato

Le calorie introdotte sono più o meno l’equivalente di un pranzo standard, in rapporto ai gusti scelti: cremosi o alla frutta. La realtà dei fatti è che le sole calorie non sono rivelatrici di quanto un pasto sia più o meno salutare, è necessario valutare l’apporto nutritivo.

La prima cosa da notare è che si assumono troppi zuccheri e troppi grassi saturi. Per quanto riguarda invece le proteine totali, queste risultano inferiori a quelle che dovremmo assumere.

Ma la cosa forse peggiore, è che non assumiamo abbastanza micronutrienti (a parte il calcio ricavato dal latte del gelato e qualche vitamina superstite) e nessuna fibra, indispensabile non solo per il benessere intestinale, ma anche per modulare l’assorbimento dei nutrienti, il senso di sazietà e per nutrire i nostri ospiti più numerosi, i batteri del microbiota.

A questo punto la risposta è facile, dal punto di vista nutrizionale, una coppa di gelato non può sostituire un pasto. Certo è che uno strappo alla regola, nell’ambito di una dieta equilibrata, si può fare, l’importante è che non diventi un’abitudine!

raT

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